venerdì 27 luglio 2012

RICORDI



Ogni cosa ha il suo tempo,ogni tempo i suoi ricordi.
Il volo degli uccelli ne segna lo scorrere e nella loro scia tutto si dissolve all'ombra dei ricordi.
Un sorriso,un pianto,un fiore mai colto,una speranza inutile,un sogno infranto,tanti ricordi,tanti voli di uccello sospesi nel tempo che si annulla.
Muore il sorriso e l'aquilone si dilegua nel cielo,muore l'estate  e gli occhi si chiudono alle lacrime,corre il tempo e lontana come mutevole nuvola la speranza si perde.
Il pianto ed il riso fanno parte della tua giovinezza,la luce dei tuoi occhi sono il ricordo della mia anima,ormai il mio tempo è speso e la burrasca  dell'inverno allontana i colori della primavera.
Anche i fiori rinsecchiti tra le pagine di un libro hanno perso il colore,fragili ricordi di vetro soffiato che si frantumano al soffiare del vento.
Sull'alta collina i fuochi di Sant.Antonio si sono spenti,nella notte si perdono le faville dei sogni,tu saltavi tra le fiamme  come lucciola nel buio,perdevi te stessa nel nulla mentre l'odore della sera diffondeva il suo profumo.
Ricordo il fruscio dell'acqua che fresca usciva dal ferro,colpiva la pietra levigata e si perdeva lontana,la rana nel buio della notte accompagnava il nostro silenzio e le stelle di agosto ridevano lontane.
Ogni cosa ha il suo tempo....ma i miei ricordi ne hanno smarrito la via, vagano nella mente come foglie di autunno e si mescolano come onde nel mare.
A notte fonda si chiude la festa ,le tende serrano la loro merce,la musica si diffonde nell'aria  sulle note di Verdi, quanti giri.., quanti sguardi....poi nel nulla del silenzio la notte si illumina di luce,mille fuochi si accendono,il cielo esplode tra gli scoppi assordanti......ricordi,confusi,lontani,inutili...silenziosi ricordi.

giovedì 12 luglio 2012

DIARIO DI VIAGGIO




Il golfo di Patti,subito dopo la cittadina di Milazzo,rappresenta l'occasione unica per chi è in cerca di storia,archeologia e tradizioni allo stesso tempo.
Milazzo e Tindari sono il punto di partenza e di arrivo per tuffarsi nel passato senza trascurare  bellezza e tradizioni.
Tindari, poco prima di Patti,fu fondata  dai siracusani nel 396 a.C.,divenne,dopo la sconfitta di Siracusa una fiorente città romana,subì durante l'invasione della Sicilia,la distruzione da parte degli arabi.
La sua posizione è eccezionale,posta su un promontorio,domina il mare sottostante,mentre lo sguardo spazia lontano all'orizzonte con il meraviglioso spettacolo delle isole Eolie.
Dall'alto della sua terrazza,quasi a picco sul mare, Tindari si gode un panorama che lascia col fiato sospeso,i suoi due laghetti separati da una sottile  striscia di sabbia appaiano come una sfida ad ogni legge naturale.
Il turista in cerca della sua bellezza si ferma dinanzi al teatro greco del III secolo a.C.,meno famoso di quello di Taormina,non però meno bello,e d'estate,quando le tragedie greche ritornano a vivere sulle sue gradinate il passato si annulla e un'atmosfera magica aleggia nell'aria.
Ecco poi ciò che resta della Basilica e delle mura romane che facevano di Tindari una fortezza,ed ecco ancora poco lontano il Santuario della Madonna Nera.
Leggenda,fantasia,storia,fede,superstizione,mondi che si incontrano,che si confondono in una realtà quasi irreale,ma che toccano l'animo di chi ogni anno si reca a Tindari per visitare il Santuario.
La Madonna Nera,una statua fatta di legno di cedro,di foggia bizantina ,seduta con in braccio il Bambino Gesù.
La leggenda vuole che furono alcuni marinai a portare la statua  via dall'oriente dopo che  Leone III  nel 726 aveva ordinato la distruzione di tutte le statue,intorno alla capacità di fare miracoli vi è una leggenda che i visitatori del Santuario amano raccontare.
Una madre si rivolge  alla Madonna Nera  e Le chiede la guarigione della figlioletta gravemente ammalata;la bambina guarisce,la donna e la bambina partono per Tindari  onde ringraziare la Vergine per la grazia ricevuta.
Ma nel vedere la statua nera,la donna rimane delusa ed esclama: sono partita da tanto lontano per vedere una più brutta di me.
Sotto il Santuario il mare si  stende minaccioso.....è un attimo ed alla donna che si affaccia dal lungo balcone sfugge la piccola dalle braccia.
Il piccolo corpicino vola giù verso gli scogli,verso l'acqua che lambisce la spiaggia,piena di terrore la donna ha ancora la forza di gridare: Madonna salvala.
Le acque come per incanto  si ritirano lasciando  un piccolo spazio scoperto,la bimba vi si adagia sopra ed ignara di tutto si mette a giocare.
Ancora oggi desta stupore  quel piccolo arenile asciutto stranamente circondato dal mare.
Ma Tindari non è solo culture e leggenda, è anche testimonianza di di quel gusto raffinato che rende la Sicilia famosa nel mondo per la sua cucina.
Chi passa da quelle parti si ricordi della pasta ncasciata,degli arancini di riso,delle bracioline di pesce spada,o del pesce spada alla ghiotta,dello stoccafisso alla messinese e tra i dolci  la pignolata,la cassata,i cannoli, e se vi aggrada un buon vino non manca.

sabato 7 luglio 2012

Sette religiose del I secolo d.C.




Il giudaismo, ai tempi di Gesù,presentava al suo interno varie divisioni dette sette,tra queste le più importanti erano le seguenti.
I SADDUCEI
Questi comprendevano la parte più ricca  e nobile del popolo giudaico,infatti erano gli aristocratici del tempo,le famiglie dei sacerdoti e tutte quelle persone dotte  che si vantavano di possedere un pensiero libero.
Essi gestivano tutti gli uffici pubblici,dalle banche all'amministrazione del Tempio,le sole leggi che osservavano erano quelle delle Sacre Scritture,al di fuori di esse erano liberi di decidere ciò che era bene e ciò che era male.Non credevano nella resurrezione del corpo,né nell'immortalità dell'anima,conseguentemente ritenevano che dopo la morte non ci fosse premio o condanna,ciò nonostante applicavano le leggi in modo molto rigido anche se vivevano nel lusso.
I FARISEI
Rappresentavano la parte più consistente  del popolo,osservanti fanatici delle leggi che Mosè aveva consegnato a Dio,ogni loro atteggiamento era regolato dalle Sacre Scritture,che andavano non solo osservate,ma insegnate e tramandate oralmente.Per loro l'anima era immortale,l'uomo era libero di scegliere tra il bene ed il male e alla morte avrebbe subito il giudizio di Dio.
Stimavano i Sadducei empi e pagani e contestavano loro l'amministrazione pubblica.
Per i Farisei l'anima si  reincarnava dopo la morte.Rispettavano gli scribi e gli uomini istruiti,disprezzavano gli ignoranti,al contrario dei Sadducei che erano filo romani, nutrivano un alto senso di nazione.
GLI ESSENI
Questa setta era divisa in tanti sotto gruppi,praticavano il celibato e la comunione dei beni,predicavano le idee messianiche che le Scritture tramandavano,si aspettavano una nuova alleanza  tra Dio ed il loro popolo,avendo questo  ormai dimenticato  la vecchia alleanza di Mosè.
Disprezzavano i Sadducei ,vivevano una vita di povertà ed estremamente ascetica.
GLI ZELOTI
Gli Zeloti erano una setta  molto turbolenta,per loro il popolo eletto non poteva avere padroni al di fuori di Dio,conseguentemente si consideravano guerrieri la cui missione era quella  di liberare la loro patria dal dominio di Roma,per tutto il resto il loro comportamento era simile a quello dei Farisei.
I SICARI
Erano questi una frangia estrema  degli Zeloti,detti Sicari per il corto pugnale che portavano nascosto sotto le vesti e che serviva loro per commettere omicidi mentre si mescolavano con la folla.

Con la rivolta del 66 d.C. contro i Romani i Sadducei scomparvero,a volte trucidati dagli stessi Zeloti.
Gli Esseni continueranno ad aspettare il Messia chiudendosi in conventi,mentre i Farisei  apriranno scuole religiose nella speranza di tenere  unito religiosamente il popolo.