L'Italia prima di essere unificata visse momenti difficili,divisa in stati e staterelli,litigiosi tra di loro,divisi da odio,poveri,ignoranti oppressi dalla superbia dei ricchi e dalla egemonia dei potenti.
Uno di questi ,il Regno delle due Sicilie fin dal lontano 1820 mostrava tutta la sua debolezza e miseria,grandi e ricchi feudi convivevano con la miseria di operai e contadini,un popolo tenuto nella più estrema ignoranza,sfruttato da nobili e clero,con durezza e senza nessuna pietà.
Era allora più che naturale che sorgessero degli uomini ricchi di spirito che aspirando a liberarsi dalla schiavitù sognavano una patria libera.
Pochi spiriti liberi come il Principe di Sant'Elia,il Principe Pandolfina,Ruggero Settimo, ecc..
Ma il Filò non vuole raccontare i fatti come sono nella loro interezza avvenuti,scoprire la storia e raccontarla è lavoro degli storici,Il Filò vuol più modestamente unire i fatti alla fantasia ,immaginare umori sentimenti,speranze e fantasticando immaginare i sogni di chi quelle giornata ha vissuto.Il Filò vuole raccontare dei fatti come li avrebbe potuto raccontare un uomo qualunque ,quando in una sera di freddo inverno ci si riuniva nel caldo delle stalle,le donne rammendando e gli uomini affilando gli attrezzi andavano raccontando.
Spiriti liberi siciliani spinti da un sogno tanto grande da annunciare il giorno della rivoluzione,proprio così, un bel giorno sui muri di Palermo vennero affissi dei manifesti che annunciavano la rivoluzione per il 12 gennaio,ecco la prima parte di tale annuncio.
"Siciliani! Il tempo delle preghiere inutilmente passò.Inutile le proteste,le suppliche,le pacifiche dimostrazioni.Ferdinando II tutto ha disprezzato, e noi popolo libero,ridotto nelle catene e nella miseria,tardiamo ancora a riconquistare i nostri legittimi diritti? All'armi,figli di Sicilia,all'armi!
La forza di tutti è onnipossente,la unione dei popoli è la caduta del re.Il giorno 12 gennaio all'alba,comincerà l'epoca gloriosa dell'universale rigenerazione."
Impudenza,bufala,scherzo di carnevale,mai si era visto un annuncio di rivoluzione.
La rivoluzione è sorpresa,è sconvolgimento dell'ordine costituito,è guerra,la si fa e basta non si annuncia in anticipo,eppure la rivolta di Palermo veniva annunciata e il giorno 12 sarebbe stato festeggiato il genetliaco di Ferdinando II.
E' uno scherzo dicono i nobili ,una burla per guastare la festa del Re,mentre il popolo che non sa leggere capisce quel poco di chi riporta quanto era stato annunciato.
Arriva il fatidico giorno,un giorno qualsiasi:l'alba che sorge,il lavoro che riprende,il contadino curvo sui campi,l'operaio al suo lavoro,la corte che si appresta a festeggiare,poi... poi un colpo di fucile,un tale Pietro Amodio che spara in aria, ne seguono altri e e poi altri,ma nulla segue, il popolo non si muove,le folle non si vedono,ma poi ecco le campane di < Sant'Orsola e quelle del monastero del Gancia suonare a martello,è il segnale,le strade si riempiono di folla,la gente si arma come può,falci, bastoni,fucili,corre di strada in strada :la rivoluzione è cominciata.
L'esercito borbonico si precipita,gli scontri si susseguono, si hanno i primi morti,a sera il sangue arrossa le strade.
A febbraio viene proclamato un governo provvisorio sotto la presidenza di Ruggero Settimo in attesa che un Parlamento adotti la costituzione del 1821.
Ma Ferdinando II non poteva e non voleva accettare quanto i siciliani chiedevano,intanto nella chiesa di San Damiano il 25 Maggio del 1940 si riuniva il parlamento della Sicilia ed il 13 Aprile proclamava decaduta la dinastia borbonica.
Ma dopo diversi avvenimenti che sconvolsero tutti gli stati italiani,ecco che il 6 di Ottobre le truppe napoletane sbarcano in Sicilia,il 7 Messina è invasa,come orde fameliche svizzeri e napoletani si lanciano sulla folla,uccidono,stuprano,fanno strage anche di ciechi e storpi assalendo l'Ospizio degli storpi.
Il Filò non vuole ricordare fatti atroci ,ma un solo episodio,quello si.
Una donna,una delle tante in quei giorni di rivolta,vedendo che una batteria stava per essere presa dai soldati,da fuoco alle munizioni facendola saltare con tutti gli assalitori,fugge,ma inseguita viene catturata,nessuna pietà,trafitta dalle baionette e scaraventata giù dalle mura.
Seguono trattati e promesse mai mantenute,le truppe borboniche occupano Messina,Alì,Taormina,Catania,finchè il 26 Aprile 1949 undici navi compaiono nelle acque di Palermo:è la fine di un sogno.

Nessun commento:
Posta un commento