domenica 4 marzo 2012
LA CHIESA E L'IMU
Il governo Monti sembrava proprio deciso,la situazione italiana imponeva provvedimenti che già altri governi avevano tentato inutilmente di attuare.
Rigore,equità e trasparenza,ecco allora spuntare ancora una volta le liberalizzazioni,volendo con ciò anche dire che era giunta l'ora di togliere alcuni privilegi goduti ingiustamente da alcune categorie di cittadini.
Si era sperato quindi che,finalmente,anche la Chiesa fosse obbligata a pagare l'Imu (Ici) per le sue attività commerciali.
A rigor del vero tale obbligo esisteva già,infatti anche la Chiesa avrebbe dovuto pagare l'Ici,ma si sa,il diavolo fa le pentole,ma non i coperchi, infatti l'imposizione veniva riferita alle attività ESCLUSIVAMENTE commerciali.
Si noti la finezza della formulazione....dato che quell'esclusivamente dava la possibilità di non pagare la tassa per il semplice motivo che nell'attività commerciale vi era inserito un piccolo posto per pregare.
Con le liberalizzazioni il governo Monti ribadiva il concetto di attività commerciale.
Inutile accennare alle polemiche e proteste messe in atto dagli interessati,si sperava solo che il nostro governo andasse fino in fondo,ma così non è stato,una serie di emendamenti hanno sconvolto il disegno originario e la formulazione adottata darà alla fervida fantasia italiana la possibilità di correre ai ripari.
Infatti la tassa sarà pagata solo se l'attività è commerciale, e se è mista? In questo caso sarà necessario distinguere e differenziare la parte commerciale da quella di culto.
Lascio immaginare quale macchinosa trovata renderà la sopra divisione impossibile.
E le scuole private? Pagheranno l'Imu solo se non avranno un utile, se ci sarà un utile questo dovrà essere reinvestito nella scuola.
Fatta la legge trovato l'inganno...
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