mercoledì 14 marzo 2012

VIVERE E SOPRAVVIVERE




Rigore,equità,trasparenza.
Chi non ricorda l'impegno che il governo Monti ha assunto al momento del suo insediamento?
Rigore è stato il primo aspetto,dimostrato da subito,fin dall'inizio.
Ed essere rigorosi è essenziale dopo venti anni  trascorsi nel più assoluto lasciar fare,con la sola conseguenza di far proliferare corruzione ed  evasione,i due mali che stanno portando l'Italia al disastro.
Ma il rigore perde di significato,o diventa ingiusto, se non si sposa all'equità.
I decreti sulle liberalizzazioni  erano un segno di tale equità.
Certamente non avrebbero da soli salvato la fragile economia italiana, ne da soli avrebbero dato vita alla crescita di cui tanto si parla.
Ma avrebbero stabilito un principio,quello di riconoscere  che nessuna categoria di cittadini può coalizzarsi per  tutelare i propri interessi a scapito della collettività.
Ma evidentemente il rigore non è bastato, e l'equità  non si è fatta neanche vedere,paradossalmente i decreti sono stati talmente indeboliti  da lasciare tutto come prima.
Come sperare che si possa incidere sui poteri più forti se il governo Monti non la spunta neanche con tassisti e farmacisti?
Secondo il principio di equità ogni cittadino dovrebbe partecipare alle spese dello Stato in maniera direttamente proporzionale alle proprie possibilità.
Ma anni di mal governo e di corruzione hanno creato un sistema in cui a pagar le tasse sono solo pensionati e lavoratori dipendenti,gli altri,se va bene,pagano molto meno di quanto dovuto o niente del tutto.
Entra quindi in gioco la lotta all'evasione fiscale,da parte delle diverse istituzioni sarebbe necessaria  una azione di contrasto decisa,dura,rigorosa tale di risultare efficace contro la corruzione e contro l'evasione.
Ma questo è forse solo un sogno e ci rassegneremo a sopravvivere solamente.

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